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giovedì 5 novembre 2015

Scuola-lavoro: la legge regionale piace agli imprenditori

Apprezzato intervento di Valentina Aprea, assessore regionale all'Istruzione, Formazione e Lavoro al seminario tenuto a Palazzo Lombardia martedì 3 Novembre
Palazzo Lombardia a Milano ha ospitato, martedì 3 Novembre, il seminario “Sfide e Strategie Lavorative” presenti, tra gli altri, il direttore generale della Direzione generale Istruzione, formazione e lavoro, Gianni Bocchieri, il direttore generale di Assolombarda, Michele Angelo Verna, l'avvocato giuslavorista Gabriele Fava e numerosi titolari di aziende e di enti di formazione.
Nel suo intervento, Valentina Aprea, assessore regionale all'Istruzione, Formazione e Lavoro ha ricordato i punti fondamentali della nuova legge regionale di alternanza tra scuola e lavoro: superamento della concezione lineare sequenziale tra istruzione formazione e lavoro e introduzione dell' alternanza con la promozione di sistemi di integrazione per passaggio a una formazione personalizzata funzionale all'occupazione; inserimento del merito e della mobilità internazionale perché anche questa sia leva identitaria percorsi scolastici. Di fatto un “modello duale” che fa della Lombardia la prima regione d'Italia a dotarsi di una legge specifica su questa materia.
Parlando proprio del “modello duale lombardo” l'assessore Aprea ha sottolineato che «Siamo la prima regione ad avere una legge sul modello duale, portando a sistema un modello diverso di studiare e qualificarsi: l'offerta formativa deve essere collegata alla domanda delle imprese e la programmazione didattica deve corrispondere alle necessità del sistema produttivo».
Elogio alle politiche di Regione Lombardia e apprezzamenti per la cosiddetta “Legge Aprea” sono arrivati dal direttore generale di Assolombarda, Verna che ha messo in evidenza come questo impianto normativo sia l'unico esempio in Italia dell'applicazione del “duale” , fatta eccezione per l'Alto Adige, e che sia stata presentata come best practice alministro dell'Istruzione tedesco. La Germania è stata, fino a poco tempo fa, il punto di riferimento per l'alternanza scuola-lavoro e a questo punto la Lombardia si pone come unica antagonista di questa leadership.
Tra le specificità della “Legge Aprea” anche il fatto che, prima in Italia, coniughi duale a apprendistato di primo livello: le imprese così hanno uno strumento contrattuale e normativo che lo stesso ministro dell'Istruzione Giannini ha riconosciuto come avanzato. Oltre a questo - è stato sottolineato - anche il “rating” previsto per i centri di formazione e l'ambiente di apprendimento digitalizzato costituiscono elementi che qualificano la legge e la rendono punto di riferimento a livello nazionale.
La “buona scuola”, insomma, secondo l'assessore Aprea, è stata superata dall'alternanza scuola-lavoro: a distanza di otto anni dalla legge Moratti, tutte le scuole superiori devono far svolgere 200 ore agli studenti nell'ultimo triennio; per i Centri di formazione professionale regionali invece sono previste fino a 450 ore.
«La nostra nuova sfida», ha concluso l'Assessore, «è la filiera digitale, terreno sul quale vogliamo consolidare e estendere le nostre buone pratiche già avviate con “Generazione web”».

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