Associazione Istruzione Unita Scuola-Sindacato Autonomo

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lunedì 2 ottobre 2017

Manifesta 2017 e il terzo settore scende in piazza



Lo IUniScuoLa Lecco condivide l'evento
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I numeri dell'edizione di quest'anno: 50 stand per oltre 50 associazioni, 5 location e 23 eventi




"Ricostruiamoci!" è il tema e leitmotiv dell’edizione 2017 di Manifesta, rassegna dedicata al non profit nella provincia di Lecco.
Un'edizione che mira a promuovere la costruzione di legami solidi all’interno del territorio e stimolare la collaborazione tra gli attori istituzionali e popolazione. Per raggiungere questo ambizioso, quanto prezioso, obiettivo Manifesta ha messo in campo una kermesse di appuntamenti ed iniziative d’eccezione.
Il programma di attività prevede: da mostre a convegni, da conferenze a laboratori creativi, passando per gli spettacoli che coloreranno la città di Lecco nelle giornate di sabato 7 e domenica 8 ottobre. Piazza XX Settembre, Piazza Cermenati, Palazzo delle Paure e Sala Ticozzi saranno le location che accoglieranno gli eventi firmati dalla rassegna del non profit. Inoltre nella giornata di venerdì 6 ottobre saranno organizzati alcuni incontri tra studenti e associazioni presso istituti superiori del territorio.
La 21° edizione di Manifesta è promossa da SoLeVol, ente capofila nell’organizzazione dell’evento, ruolo affidatogli dal Comitato Promotore dell’iniziativa, composto da Provincia di Lecco, Ambiti Distrettuali di Lecco, Bellano e Merate, Consorzio Consolida, ATS della Brianza, Ufficio Scolastico della Lombardia - Ambito di Lecco, Fondazione Comunitaria Lecchese, Fondazione Cariplo, Fondazione Costruiamo il Futuro e Compagnia della Opere, in co - organizzazione con il Comune di Lecco.

A presentare l'edizione di quest'anno il presidente di SoLeVol, Angelo Vertemati – “Ogni anno è sempre emozionante presentare il programma di eventi e iniziative di Manifesta, in particolare quest’anno, poiché la manifestazione si svolgerà in diverse piazze e location della città di Lecco e non solo. Manifesta è un vero e proprio momento d’incontro e confronto tra società, enti e associazioni volto a trovare soluzioni concrete per ricostruire i legami nella nostra comunità”.
Il mondo del volontariato rappresenta per la società moderna un punto di riferimento per lo sviluppo di strategie di welfare sempre più compartecipate in cui il cittadino stesso svolge un ruolo prezioso.
“Manifesta rappresenta una festa del volontariato che offre ai cittadini una vetrina speciale per conoscere le realtà associative del territorio e i diversi ambiti d’intervento delle stesse” – continua Luigi Comi, Consigliere della Provincia di Lecco.
La kermesse intende contribuire fattivamente alla costruzione di legami solidi all’intero della comunità ed elaborare soluzioni che consentano di migliorare la qualità di vita nel territorio alla luce delle trasformazioni sociali, politiche ed economiche che hanno investito la provincia di Lecco. “I 21 anni di storia dimostrano la solidità di questo evento e la sua importanza per il territorio, Consolida supporta l’evento poiché si qualifica come contenitore privilegiato in cui praticare la cooperazione sociale e dare vita a forme di compartecipazione utili a rafforzare ed unire la comunità” – ha sottolineato Lorenzo Guerra, Presidente di Consorzio Consolida.

“Siamo in un periodo di novità normative e di grande trasformazione sociale, Manifesta è senza dubbio il luogo giusto dove poter agire ed elaborare nuove strade per soddisfare le domande della popolazione” – ha aggiunto Riccardo Mariani, Assessore politiche sociali, casa e lavoro Comune di Lecco.
PROGRAMMA
7 ottobre 2017: cultura del welfare
Il cuore della rassegna, momenti di approfondimento di temi importanti per il welfare
8 ottobre: in piazza
Piazza XX settembre e Piazza Cermenati, Lecco: una domenica di stand, iniziative e animazioni delle organizzazioni
Da DentroManifesta a ManifestaDentro
Laboratori delle associazioni per studenti delle scuole secondarie di secondo grado: porteremo Manifesta dentro le scuole durante una mezza giornata in cui le associazioni partecipanti potranno allestire i loro laboratori nelle aule della scuola
Intrattenimento e spettacoli
Anche per il 2017 è confermato l’appuntamento con l’intrattenimento intelligente e impegnato



domenica 10 settembre 2017

TAGLIATI TRE PINI -ACCADE IN UN CONDOMINIO DI CREMENO

CREMENOZona 3 - In questa zona possono verificarsi forti terremoti ma rari






Abbattere un albero senza permesso che cosa succede?
Ma cosa succede se si taglia un albero senza la dovuta autorizzazione? Come premesso, sono previste sanzioni fino a 498 euro per ogni pianta abbattuta senza permesso. In più vi è l’obbligo di sostituire l’albero e ogni ufficio del Verde può pretendere richieste particolari.
Per esempio, un cittadino di Parma che ha abbattuto (nella sua proprietà privata) due alberi dal tronco di 135 e 180 cm, non solo ha dovuto sostenere una multa di circa 350 euro ma ha dovuto provvedere alla messa a dimora di 32 nuovi alberi nell’area in cui sono state tagliate le due prime piante.
Chiunque può segnalare un abuso. Qualsiasi cittadino può denunciare chi esegue un abbattimento senza permesso

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*ILCOMUNE DI CREMENO RICADE IN ZONA SISMICA 3

venerdì 13 gennaio 2017

Permessi di lavoro retribuiti per assistenza e malattia

Come e quando richiedere permessi di lavoro anche prolungati e retribuiti per assistere un familiare affetto da grave infermità e per altri gravi motivi personali.
 
Il dipendente del  pubblico o del privato ha diritto a una serie di permessi di lavoro giustificati e di  periodi di assenza retribuiti o non, più o meno brevi. Di seguito, una panoramica completa per ciascun caso.
Permesso di 3 giorni
Il lavoratore ha diritto a 3 giorni di permesso retribuiti nel corso di un anno per motivi specifici come il decesso o grave infermità del coniuge (anche se legalmente separato) e del parente entro il secondo grado, anche se non convivente. Nel computo non rientrano le festività e i giorni non lavorativi. Sono cumulabili con i permessi concessi ai sensi della Legge 104. Possono essere utilizzati entro 7 giorni dall’evento che motiva la richiesta, ma se si può concordare la fruizione frazionata. Nel caso di decesso del coniuge o di un parente il lavoratore deve presentare una dichiarazione sostitutiva, mentre in caso di grave infermità la certificazione sanitaria di un medico del SSN, da presentare entro 5 giorni dal rientro al lavoro. Possono esserci anche motivi personali particolari (non specificati) che spingono il lavoratore a chiedere il permesso: si rimette alla discrezionalità del datore di lavoro valutarne le legittimità.
Permessi biennali 
I congedi biennali retribuiti sono stati disciplinati inizialmente dalla Legge n. 388/2000 che ha previsto questa possibilità per i genitori di persone con grave handicap. In seguito il decreto n. 119 /2001 ha fissato ulteriori condizioni. Da ultimo la sentenza della Corte Costituzionale (18 luglio 2013, n. 203) ha allargato la platea dei beneficiari
 °    coniuge coniuge convivente della persona disabile (non ricoverato a tempo pieno);
  • padre o madre, anche adottivi o affidatari, del disabile in caso di mancanza (assenza, divorzio, separazione legale o abbandono), decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente (la convivenza deve essere accertata);
  • uno dei figli (fratelli o sorelle) conviventi della persona disabile, nel caso in cui il coniuge convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • un parente o affine di terzo grado convivente del disabile nel caso in cui il coniuge convivente, entrambi i genitori, i figli e i fratelli o sorelle conviventi siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.
    L’INPS ha precisato che il familiare del lavoratore disabile può beneficiare del congedo biennale retribuito a parte dello stesso disabile (messaggio n. 24705 del 30/12/2001).
    Al lavoratore viene erogata, per  il periodo del congedo (coperto da contribuzione figurativa), un’indennità che corrisponde all’ultima retribuzione. A corrisponderla è il datore di lavoro che la anticipa e poi la detrae dai contributi previdenziali che versa all’INPS. Durante il periodo di congedo bnon si maturano ferie, tredicesima e TFR. Il congedo non può superare la durata totale di due anni per ogni persona portatrice di handicap e nell’arco della vita lavorativa. La richiesta segue specifiche istruzioni a seconda del richiedente.
  • Dipendente pubblico: occorre presentare un’autocertificazione con stato di handicap, parentela con la persona da assistere, convivenza, dati anagrafici del lavoratore e del disabile, insieme alla certificazione di handicap grave; la domanda si presenta al dirigente responsabile.
  • Lavoratori assicurati INPS: si presenta un’autocertificazione sulla base di moduli previsti sul sito dell’INPS o presso le sedi territoriali in cui sono indicati precisi elementi come lo stato di handicap (con il certificato medico redatto ai sensi dell’articolo 3, comma 3 della Legge n. 104/1992), la parentela con la persona da assistere, i dati anagrafici e quelli del lavoratore; la domanda si presenta all’INPS tramite il sito dell’istituto dotati di PIN, patronati o Contact Center multicanale (numero verde 803164).
    Congedo parentale esteso
    Il D.Lgs. 151/2001, agli art. 47 e segg. disciplina il congedo parentale fino ai 3 anni di età del figlio, in caso di grave malattia, per entrambi i genitori alternativamente. Fino agli 8 anni, invece, ciascun genitore può assentarsi a turno per 5 giorni l’anno. In caso di adozione, il congedo può essere prolungato fino ai 6 anni (fino ai 12, è fruibile per i primi tre anni di adozione o affidamento). Questi congedi non sono soggetti a visite fiscali e il datore di lavoro deve obbligatoriamente concederli. La malattia deve essere documentata con invio telematico all’INPS e al datore di lavoro. Durante il congedo si matura la retribuzione ed anche i contributi previdenziali ai fini pensionistici ma non le ferie nè la tredicesima.
    Contributi per baby-sitting o servizi per l'infanzia
    In cosa consiste il contributo economico utilizzabile, in alternativa al congedo parentale, per il servizio di baby-sitting e come accedervi.
    Permessi non retribuiti
    È possibile fruire del congedo biennale non retribuito per gravi motivi familiari (Legge 53/2000). Il congedo può essere richiesto dal dipendente pubblico o privato, è pari a due anni nell’arco della vita lavorativa e può essere utilizzato anche in modo frazionato. Durante tale periodo conserva il posto di lavoro ma non il diritto alla retribuzione, né può svolgere alcun tipo di attività lavorativa. I gravi motivi per cui è richiesto il congedo sono (Decreto Ministeriale 278/2000):
  • necessità derivanti dal decesso di un familiare;
  • situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura o nell’assistenza di familiari;
  • situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo.
    Sono inoltre considerate “gravi motivi” le situazioni, escluse quelle che riguardano direttamente il lavoratore richiedente, derivanti dalle seguenti patologie:
  • patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale (incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche);
  • patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali;
  • patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario;
  • patologie dell’infanzia e dell’età evolutiva per le quali il programma terapeutico e riabilitativo richieda il coinvolgimento dei genitori o del soggetto che esercita la responsabilità genitoriale.
    Questi motivi devono riguardare: coniuge, figli anche adottivi, genitori, generi e nuore, suoceri, fratelli e sorelle anche non conviventi, portatori di handicap parenti o affini entro il terzo grado. Il congedo può essere richiesto anche per i componenti della famiglia anagrafica indipendentemente dal grado di parentela, quindi anche in caso di famiglia di fatto.
    Richiesta
    Occorre allegare la certificazione rilasciata da un medico specialista del SSN o convenzionato. La domanda si presenta tramite autocertificazione al datore di lavoro che, entro 10 giorni, deve dare l’esito della richiesta potendo anche rigettarla. Occorre però motivare il diniego sulla base di ragioni organizzative e produttive che non consentono la sostituzione del dipendente, che può anche fare una nuova richiesta nei successivi 20 giorni